Screening cervicale, dalle nuove raccomandazioni alla prevenzione: SI Maggioli al GISCi 2026
Nuove raccomandazioni europee, test HPV e percorsi di prevenzione differenziati in relazione alla vaccinazione. Lo screening del tumore della cervice uterina attraversa una fase di evoluzione, nella quale i progressi della ricerca scientifica richiedono un continuo aggiornamento dei protocolli clinici e dell’organizzazione dei servizi sanitari.
A questi temi è dedicato il Convegno Nazionale GISCi 2026, in programma il 22 e 23 ottobre a Bologna, che vedrà la partecipazione di Soluzioni Integrate Maggioli in qualità di partner.
Promosso dal Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma, il convegno riunirà professionisti sanitari, ricercatori ed esperti della prevenzione oncologica per approfondire l’integrazione delle nuove conoscenze scientifiche nei programmi di screening organizzati.
Nuove linee guida, test HPV e percorsi personalizzati
Il programma si aprirà con un workshop congiunto tra GISCi, Osservatorio Nazionale Screening (ONS) e Federazione delle Associazioni degli Screening Oncologici (FASO), dedicato al passaggio dalle nuove raccomandazioni alla pratica clinica.
Tra gli argomenti in discussione, l’applicazione delle linee guida europee in Italia, il confronto tra test HPV e citologia nelle donne tra i 25 e i 29 anni non vaccinate e l’adeguamento dell’età di accesso allo screening per le donne vaccinate contro l’HPV.
Un’attenzione particolare sarà riservata anche all’evoluzione degli strumenti diagnostici, compreso l’impiego dei biomarcatori, che possono contribuire a orientare gli approfondimenti nelle persone risultate positive ai test di screening.
Si tratta di questioni sulle quali GISCi è intervenuto anche recentemente, pubblicando nuovi documenti di indirizzo sull’utilizzo dei biomarcatori e sulla validazione dei test HPV, a conferma dell’importanza di fondare le strategie di prevenzione su evidenze scientifiche aggiornate.
Dalla ricerca all’organizzazione dei programmi di screening
L’evoluzione delle raccomandazioni comporta conseguenze che vanno oltre la scelta dei test diagnostici. L’introduzione di nuovi protocolli o la differenziazione dei percorsi in base all’età e alla storia vaccinale richiedono infatti adeguamenti organizzativi, strumenti di monitoraggio e una gestione sempre più accurata delle informazioni.
A questi aspetti il convegno dedicherà sessioni e gruppi di lavoro su organizzazione e valutazione dei programmi, test di primo livello, approfondimenti diagnostici e qualità dei percorsi.
Tradurre le nuove conoscenze scientifiche in servizi di prevenzione significa anche aggiornare i sistemi che ne rendono possibile l’attuazione, dall’individuazione della popolazione da invitare alla gestione degli appuntamenti, dalla registrazione degli esiti fino agli eventuali richiami e approfondimenti.
È su questo terreno che si inserisce l’esperienza di SI Maggioli nello sviluppo di sistemi informativi per la gestione degli screening, progettati per integrare strutture e flussi sanitari differenti e adattarsi all’evoluzione dei protocolli.
La partecipazione al GISCi 2026 rappresenta un’occasione di confronto diretto con la comunità scientifica e con chi opera quotidianamente nei programmi di prevenzione, per approfondire le ricadute organizzative delle nuove raccomandazioni e le esigenze che ne derivano anche sul piano tecnologico.
Un dialogo necessario per accompagnare l’evoluzione degli screening, mantenendo al centro la qualità dei percorsi, il lavoro degli operatori sanitari e l’accesso della popolazione ai servizi di prevenzione.
