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8 Gennaio 2026

Digital Omnibus: la proposta che ridisegna il quadro europeo della privacy e del digitale

Protezione dei dati e sicurezza informatica: mano che protegge uno scudo con lucchetto, simbolo di privacy e compliance normativa europea per parlare del digital omnibus

Negli ultimi anni il diritto digitale europeo è cresciuto rapidamente, affiancando al GDPR nuove regole su sicurezza informatica, utilizzo dei dati e intelligenza artificiale. Questo sviluppo ha rafforzato la tutela dei diritti, ma ha anche reso il quadro normativo sempre più articolato. È da questa consapevolezza che nasce il Digital Omnibus, la proposta della Commissione Europea pensata per rendere più ordinato e coerente l’insieme delle regole sul digitale.

Il Digital Omnibus non introduce nuove tutele né sostituisce le norme esistenti. Interviene invece sul modo in cui queste norme dialogano tra loro, con l’obiettivo di semplificare alcuni passaggi applicativi e ridurre le sovrapposizioni che negli anni si sono accumulate.

Un intervento di raccordo tra le norme digitali: cos’è il Digital Omnibus

Il cuore del Digital Omnibus è il coordinamento. La Commissione Europea propone di intervenire su più testi normativi, dal GDPR all’AI Act, fino alle regole sulla sicurezza e sull’uso dei dati, per rendere più chiari ambiti di applicazione, definizioni e obblighi.

L’intento è quello di offrire un quadro più leggibile a chi, ogni giorno, deve applicare queste regole nei processi organizzativi, evitando duplicazioni e interpretazioni divergenti tra settori e contesti diversi.

Privacy e dati personali: maggiore chiarezza operativa

Per quanto riguarda la protezione dei dati personali, il Digital Omnibus si concentra su aspetti molto concreti. Alcuni concetti chiave del GDPR vengono riletti alla luce dell’evoluzione tecnologica, con l’obiettivo di chiarire quando un’informazione possa essere considerata effettivamente un dato personale e quali obblighi ne derivino.

L’attenzione non è rivolta a cambiare i principi della privacy, che restano invariati, ma a rendere più lineare la loro applicazione nei contesti digitali più complessi, dove l’uso dei dati è spesso integrato in sistemi automatizzati e interconnessi.

Il collegamento con l’Intelligenza Artificiale

Un altro elemento centrale del Digital Omnibus riguarda il rapporto con l’intelligenza artificiale. La proposta mira a rendere più chiaro il coordinamento tra GDPR e AI Act, soprattutto nei casi in cui i dati personali vengano utilizzati per lo sviluppo e il funzionamento di sistemi di IA.

Questo raccordo normativo è particolarmente rilevante per le organizzazioni che adottano soluzioni tecnologiche avanzate e che devono garantire, allo stesso tempo, innovazione e rispetto delle regole sulla protezione dei dati.

Cosa significa per enti e organizzazioni

Dal punto di vista operativo, il Digital Omnibus richiama l’attenzione sulla necessità di una gestione strutturata e consapevole dei dati personali. La semplificazione normativa non elimina la responsabilità degli enti, ma rende ancora più importante disporre di processi chiari, documentati e coerenti.

Attività come la mappatura dei trattamenti, l’analisi dei rischi, la gestione delle informative e delle misure di sicurezza continuano a rappresentare il punto di riferimento per garantire una corretta applicazione delle regole, anche in un contesto normativo in evoluzione.

Un passaggio di continuità nel percorso europeo

Il Digital Omnibus si inserisce nel percorso di aggiornamento del diritto digitale europeo come un intervento di continuità. Non cambia l’impianto della protezione dei dati, ma ne accompagna l’evoluzione, cercando di rendere più fluido il passaggio tra norme diverse e più agevole la loro applicazione nella pratica quotidiana.

Comprendere questo cambiamento consente a enti pubblici e organizzazioni di affrontare la transizione digitale con maggiore consapevolezza, mantenendo al centro la tutela dei dati e i diritti delle persone.

Foto iStock / Galeanu Mihai

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