Monitorare il rischio per proteggere il territorio: tecnologie a supporto delle decisioni negli eventi estremi
Dalla ricerca sui rischi naturali in Calabria all’integrazione tra scienza e tecnologia per leggere il territorio che cambia
Piogge intense concentrate in poche ore, frane improvvise, esondazioni e interruzioni della viabilità: le cronache delle ultime settimane raccontano una sequenza di criticità che interessano territori fragili e infrastrutture esposte. Fenomeni con cui amministrazioni e strutture operative si confrontano con frequenza crescente e che richiedono decisioni rapide, coordinate e basate su informazioni affidabili.
La crescente intensità degli eventi meteorologici rende sempre più evidente la necessità di strumenti capaci di osservare il territorio in modo continuo e di interpretarne l’evoluzione. Anticipare le criticità attraverso un monitoraggio strutturato non è solo un’esigenza tecnica, ma una condizione essenziale per migliorare la qualità delle decisioni e l’efficacia degli interventi.
Il contesto climatico globale e l’aumento degli eventi estremi
Questo scenario locale si inserisce in un quadro climatico più ampio. Il rapporto Global Climate Highlights 2025 del Copernicus Climate Change Service, programma europeo di riferimento per il monitoraggio scientifico del clima, evidenzia che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di circa +1,47°C rispetto ai livelli pre‑industriali.
Il report descrive un sistema climatico caratterizzato da condizioni persistentemente più calde, oceani con temperature elevate e un incremento diffuso di eventi estremi quali alluvioni, ondate di calore, tempeste e incendi. In Europa, dove il riscaldamento procede a un ritmo superiore alla media globale, queste dinamiche si traducono in una maggiore instabilità meteorologica e in fenomeni più intensi e concentrati, particolarmente evidenti nel bacino del Mediterraneo.
PAER: dalla ricerca sul dissesto a uno strumento operativo
È in questo contesto che si inserisce PAER – Piattaforma di Acquisizione dati ed Elaborazione dei Rischi – sviluppata da Soluzioni Integrate Maggioli in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Università della Calabria e il laboratorio di ricerca CeSMMA, impegnato nel monitoraggio e modellazione dei fenomeni ambientali connessi al ciclo idrologico.
La piattaforma nasce dall’esigenza di integrare tecnologie di monitoraggio, dati ambientali e modelli previsionali in un unico ambiente informativo operativo. Sensori, osservazioni territoriali e informazioni previsionali vengono organizzati su base geografica e resi consultabili attraverso mappe interattive che consentono di seguire l’evoluzione delle condizioni nel tempo.
Quando una misurazione supera soglie critiche o evidenzia anomalie, il sistema la segnala automaticamente, attivando processi di verifica. L’analisi delle serie storiche e il confronto con gli scenari previsionali permettono di valutare le condizioni in atto con maggiore consapevolezza.
La piattaforma è attualmente operativa ed è utilizzata dal CeSMMA nelle attività di analisi, sperimentazione e studio delle dinamiche ambientali. L’esperienza applicativa consente di mettere alla prova strumenti e metodologie in un contesto reale di ricerca sul dissesto.
Monitoraggio integrato del territorio: applicazioni ambientali, agricole e di prevenzione del rischio
Accanto alle funzioni di monitoraggio ambientale, PAER integra strumenti di supporto alle decisioni anche in ambito agricolo. Tra gli sviluppi più recenti è stato introdotto un modulo DSS (Decision Support System) dedicato alla gestione del suolo e dell’irrigazione, che utilizza dati climatici osservati e previsionali, misurazioni provenienti da sensori di campo, come umidità del suolo e livelli di falda, e informazioni inserite dagli operatori.
Il sistema simula l’evoluzione delle condizioni del terreno e il fabbisogno idrico delle colture, restituendo rappresentazioni grafiche sull’andamento dell’umidità, sul consumo idrico delle piante e sulle irrigazioni effettuate o necessarie. Le informazioni ambientali raccolte dalla piattaforma diventano così uno strumento operativo per la gestione delle coltivazioni, supportando decisioni più consapevoli nell’uso della risorsa idrica e nella pianificazione agronomica. L’integrazione di queste funzionalità amplia il campo di applicazione del monitoraggio territoriale, mettendo in relazione gestione del rischio ambientale e uso sostenibile delle risorse agricole all’interno dello stesso sistema informativo.
In prospettiva, l’infrastruttura su cui si basa PAER consente di estendere il monitoraggio anche ad altri fenomeni che possono compromettere la sicurezza del territorio. Tra le applicazioni già supportate rientra la prevenzione degli incendi, grazie a sensori ambientali attivi che rilevano variabili climatiche come vento, umidità e temperatura, fondamentali per valutare le condizioni di innesco e propagazione.
Il sistema integra già strumenti dedicati alla prevenzione incendi, tra cui sensori attivi per il monitoraggio di variabili climatiche come vento e temperatura e telecamere intelligenti capaci di acquisire, oltre alle immagini, anche dati utili all’analisi ambientale. Su questa base tecnologica potranno innestarsi ulteriori sviluppi, come modelli dinamici per la simulazione della propagazione del fronte di fiamma, rafforzando un’infrastruttura già orientata alla prevenzione e alla gestione integrata del rischio.
Sono inoltre operative specifiche discharge webcam per la misura istantanea della portata fluviale su sezioni dei fiumi Crati e Busento a Cosenza, a supporto del monitoraggio idrologico in ambito urbano.
Tecnologia e ricerca per supportare le decisioni
L’integrazione tra competenze scientifiche e sviluppo tecnologico rappresenta oggi un elemento chiave nella gestione del rischio. Integrare osservazione, analisi e previsione significa disporre di un quadro informativo più completo su cui basare scelte operative tempestive.
In uno scenario climatico in trasformazione, la capacità di leggere il territorio mentre cambia diventa un fattore strategico. Organizzare i dati, validarli e metterli in relazione consente di ridurre l’incertezza e rafforzare la qualità delle valutazioni tecniche che precedono ogni intervento.






